Cos’è Theta Network? p2p video streaming su blockchain

Cos’è Theta Network? p2p video streaming su blockchain

Cos’è Theta Network? Sicuramente uno dei progetti più discussi dell’ultimo periodo. Del resto, quando tra i tuoi partner figurano le imprese più importanti del loro settore, è difficile non essere al centro della discussione. Quindi, cos’è Theta Network? In breve: una blockchain centralizzata, che ambisce a immagazzinare contenuti multimediali (in particolare video e streaming) in modo decentralizzato, ricompensando chi li hosta. Il vantaggio fondamentale di questo approccio è che -pur pagando gli utenti- risulta più economico che utilizzare un servizio centralizzato. Vediamo i dettagli.

Cos’è Theta Network? I dettagli tecnici

La maggior parte delle informazioni che condividerò le ho trovate sul whitepaper di Theta Network.

Il problema fondamentale che Theta Network vuole risolvere è l’elevato costo della distribuzione di contenuti multimediali, e specialmente video. Prendiamo un sito come Youtube. Ci sono milioni di video sulla piattaforma, che vengono guardati da oltre un miliardo di utenti. Ovviamente, non tutti i video sono su un unico server –Youtube, come qualunque altro servizio simile, utilizza un CDN (Content Delivery Network). Fondamentalmente, i video sono hostati su molti diversi server in giro per il mondo, e ciascun utente accede al server più conveniente o scarico.

Lo stesso approccio viene applicato anche a un piccolo blog, come può essere questo: spesso si utilizzano dei CDN (ad esempio Cloudflare) in modo tale da migliorare l’esperienza dell’utente -in soldoni, accelerare il download di un post, o di un video, o la fluidità dello streaming.

Ciò che fa Theta Network è concettualmente un CDN decentralizzato. In soldoni, intendono hostare il contenuto di grandi siti web come appunto Youtube sui computer di moltissimi utenti. Piccoli snippet di video verrebbero quindi acquisiti da parte dell’utente da un computer della rete. Questo computer verrebbe ricompensato per il lavoro. E’ qualcosa di simile ai vari servizi di torrent ad esempio -ovviamente, completamente legale, dato che i siti stessi deciderebbero di usare questo servizio per risparmiare.

PoS: Una blockchain centralizzatissima

C’è un modo bello, un modo brutto e un modo neutro di scrivere questo paragrafo. Cominciamo dal modo neutro.

Theta Network ha la sua mainnet, adatta a pagamenti di piccolo importo, e si basa su un sistema PoS (Proof of Stake) per funzionare. In sostanza, come vedremo nel paragrafo sotto, è possibile effettuare lo staking di THETA per ricevere TFUEL. Lo staking di questi token permette inoltre di prendere decisioni rilevanti. Decisioni che comprendono l’accettazione o meno di un determinato blocco, come anche la modifica di regole fondamentali (quali ad esempio l’inflazione).

Passiamo al lato bello. Theta Network vanta tra i suoi partner diversi nomi di massimo livello, come si può vedere sul loro sito:

i partner di theta network

Abbiamo tre tra i più importanti player del mondo di internet, oltre a Binance (di gran lunga il più importante tra gli exchange centralizzati). Google, ovviamente, è proprietaria di Youtube: possiamo immediatamente intuire quale potrebbe essere il primo grande cliente di Theta Network. Questi brand sono sicuramente garanzia della solidità del progetto.

Passiamo al modo brutto di vederla. I nomi su quell’elenco sono validatori del network. Per essere validatori è necessario avere più di un milione di token THETA -e, soprattutto, essere scelti. Come molti sistemi PoS, anche Theta Network tende alla centralizzazione. E se tra i validatori c’è il proprietario del più grande sito di video streaming? Ovviamente questo pone un grosso punto di domanda sulla possibile estensione del network al di là di Youtube: se fossi Twitch, pagheresti per usare questo servizio? Io probabilmente no.

Cos’è Theta Network? I token: THETA e TFUEL

Ci sono due token fondamentali nel network: THETA e TFUEL.

THETA è il token di governance. Ne esiste un massimo di un miliardo. Lo staking di THETA permette di ottenere TFUEL come ricompensa, e di votare. Per i validatori della rete, inoltre, il vantaggio è quello di poter votare per modificare la rete come meglio credono.

TFUEL, invece, è un token con una capitalizzazione iniziale di 5.2 miliardi, e un’inflazione del 5% (appunto derivante dallo staking di THETA). TFUEL è il token con cui verranno pagati gli utenti che accetteranno di fungere da nodi, hostando sui loro PC i pezzetti di video e fornendoli su richiesta.

Il valore dei token

Questo argomento è particolarmente interessante in un token come questo. Partiamo da TFUEL.

TFUEL ha un limite minimo di valore. Infatti, se TFUEL arrivasse a un valore molto ridotto, ci sarebbe a mio parere l’incentivo da parte di molti siti a utilizzare la piattaforma. Questo fondamentalmente manterrebbe un valore minimo per il token TFUEL. Certo, c’è il rischio di una spirale della morte se il valore arrivasse molto vicino a zero, perchè i nodi potrebbero smettere di hostare il contenuto -ma in fondo, per loro ha un costo molto limitato. Fondamentalmente nullo.

THETA, viceversa, permette di ottenere una ricompensa in TFUEL effettuando lo staking. Di conseguenza, il valore di THETA è sempre proporzionato a quello di TFUEL. Più caro è TFUEL più caro è THETA, e viceversa.

Ovviamente, partiamo dal presupporto che Theta Network sia l’alternativa migliore in questo campo. Ad oggi verosimilmente così è, ma è possibile che in futuro arrivi competizione in questo settore, e altri progetti provino a strapparle lo scettro.

Ad oggi, la stima di Decrypt è che il guadagno medio di chi si offre come nodo per l’hosting di contenuti sarà di $10-$15. Una stima, come detto, ma al momento è impossibile essere più precisi.

I rischi della centralizzazione

Abbiamo visto che Theta Network è una blockchain fortemente centralizzata. La Proof of Stake è di per se un meccanismo che favorisce la centralizzazione, e inoltre si aggiunge il giochino dei validatori. Fondamentale per garantire stabilità, certo, ma allo stesso tempo limitante. Quali sono i rischi per Theta Network derivanti da questa centralizzazione?

Quello più ovvio è l’opposizione da parte dei regolatori. Abbiamo parlato lungamente su questo blog, ad esempio, dei problemi di Ripple. E’ sicuramente necessario che si presti molta attenzione da parte dei creatori della piattaforma. A differenza di XRP, va detto, il rilascio di nuovi token nel sistema (tramite un meccanismo di inflazione molto rigido) sembra meno arbitrario, e potrebbe essere la loro salvezza.

Quello più personale deriva dal fatto che, beh, la centralizzazione non ci piace.

Questo è un altro tentativo da parte dei giganti del mondo pre-blockchain di rimanere rilevanti. Lo abbiamo visto con Facebook che lancia Libra/Diem, con Mastercard che accetta i pagamenti crypto e Paypal che fa lo stesso e un po’ di più. Quello che tutte queste iniziative hanno in comune è il desiderio di guadagnare dal trend, ma mantenere il controllo.

La blockchain è nata per sconfiggere la centralizzazione. Per togliere alle società in questione il monopolio di quello che fanno, e ridistribuirlo tra tutti.

Conclusione

Theta Network è sicuramente un progetto interessante. A differenza di molti altri, è un progetto che ha chiaro in mente un problema, un mercato, un modo per dare valore ai suoi token e ha partner di massimo livello. Non è una sorpresa che sia tra i più di valore sul mercato.

Tuttavia, c’è un tuttavia.

Il tuttavia è che rimane l’ennesimo tentativo di privatizzare la blockchain. Ovvero, di risparmiare decentralizzando (per finta) qualcosa, pagando chi aiuta con qualche monetina e risparmiando nel processo. Io personalmente rimango eticamente opposto a questo genere di iniziative. Pur riconoscendone il valore e l’utilità, continuo a sperare in una blockchain realmente decentralizzata, e Theta non sembra volersi muovere in questa direzione.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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