È possibile guadagnare con un Play To Earn (p2e)?

È possibile guadagnare con un Play To Earn (p2e)?

È possibile guadagnare con un Play To Earn (p2e), ovvero uno di quei giochi basati sulla blockchain che offrono incentivi in token ai giocatore? La risposta, a mio parere, è no. E vista l’abbondanza di illusioni che vedo intorno a questi giochi, mi sembra fondamentale scriverlo nero su bianco e spiegare perché non è possibile guadagnare con un Play To Earn. Insomma: tenetevi stretto il vostro lavoro, non potrete pagarvi la vita camminando o correndo.

Cos’è un Play to Earn?

I Play to Earn (p2e) sono giochi che offrono un incentivo (sotto forma di un token nativo) a chi partecipa. Hanno moltissime idee diverse alle loro spalle, ma la logica tende ad essere sempre la stessa.

  1. Si compra l’accesso al gioco -spesso, tramite la necessità di acquistare un NFT
  2. Si effettua una qualche operazione con questo NFT, spesso in modo giornaliero
  3. Si viene ricompensati per questa operazione con uno (o più) token nativi dell’applicazione

Questa è la struttura di base di tutti i giochi. Alcuni dei p2e più popolari sono STEPN, che ricompensa gli utenti per camminare; Axie Infinity, una sorta di gioco di combattimenti tra NFT; Gods Unchained, un gioco di carte.

Ovviamente, ciascuno ha delle meccaniche uniche, spesso estremamente complesse, ma la logica di base funziona sempre allo stesso modo. Si inizia a partecipare comprando degli NFT, che hanno spesso dei costi estremamente elevati -nell’ordine delle centinaia di dollari ciascuno. A quel punto, il gioca inizia a guidare il giocatore verso i vari upgrade, che gli permettono di diventare più forte.

Allo stesso tempo, però, il giocatore si confronta con altri giocatori -ad esempio su Twitter e Reddit- e si rende conto di quanto sia lontano dai più forti. Questo continua a creare l’incentivo a reinvestire i guadagni ottenuti nel gioco per diventare più forti. E qui inizia il problema: non si effettua il cash out. Non si ritira ciò che si è investito.

Perché non è possibile guadagnare con un Play to Earn: i token

I p2e prevedono spesso la coesistenza di coin conosciute e affermate, come possono essere ETH o BNB, e token appositamente creati per l’applicazione. Questi token sono quelli che vengono offerti come ricompensa ai giocatori, e che permettono di comprare i vari update nella piattaforma.

Questi token, inoltre, sono spesso a supply infinita. Ciò significa che vengono coniati senza un limite potenziale, e distrutti quando utilizzati per upgrade o minting. Il loro valore, insomma, può essere infinitamente diluito se gli utenti li vendono anziché distruggerli. E, come si vedrà, a un certo punto vendere i token è semplicemente più vantaggioso e profittevole che distruggerli.

Due esempi di questi token sono SLP per Axie Infinity, e GST per Stepn.

Qual è il problema? Il problema fondamentale è che questi utility token non hanno alcun valore intrinseco. La loro unica utilità è interna al gioco, dato che servono per comprare update. Basta. All’esterno del gioco, non hanno alcuna utilità.

E questa è la grande fallacia dietro ai p2e, la ragione per cui in così tanti si illudono di potere guadagnare: perché vedono questi token aumentare rapidamente di valore, e si illudono che quel valore possa rimanere costante. Così non è.


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I prezzi degli utility token

Consideriamo Axie, uno dei p2e più vecchi e quindi con uno storico relativamente lungo. SLP è l’utility token di Axie. Ecco i due grafici del prezzo e della capitalizzazione di mercato (prezzo x quantità) di SLP nell’ultimo anno.

È possibile guadagnare con un Play To Earn (p2e)?
Il grafico di SLP. Fonte: Coinmarketcap
grafico di SLP: il crollo
Il grafico di SLP. Fonte: Coinmarketcap

Come possiamo vedere, il prezzo è ora meno di un trentesimo di quello che era un anno fa. Eppure, la capitalizzazione di mercato si è solo dimezzata. Cosa significa? Significa che, in un anno, il numero di SLP in circolazione è aumentato. Oggi ci sono 15 volte gli SLP che c’erano un anno fa.

Ecco il problema.

Via via che gli utenti migliorano, possono guadagnare più SLP. Però, la quantità di SLP in circolazione aumenta -spostando continuamente l’obbiettivo del break even sempre più avanti. Io guadagno più SLP, ma ciascun SLP vale di meno.

Perchè non è possibile guadagnare con i Play to Earn: i soldi che escono devono entrare

Quando sta succedendo con Stepn in questi giorni è particolarmente interessante e utile per capire perché non è possibile guadagnare con i Play to Earn.

In Stepn, a livello molto semplice, funziona così: si compra uno o più paia di scarpe (NFT) con SOL. Queste scarpe permettono di guadagnare GST. GST può essere usato per mintare nuove scarpe, per migliorare il livello di quelle attuali, oppure venduto in cambio di SOL.

È interessante notare come il prezzo delle scarpe sia correlato con il prezzo di GST. In particolare, empiricamente, una scarpa costa circa 30 volte il guadagno che permette di realizzare in un giorno. Teniamo questo dato a mente.

Stepn ha vissuto una crescita parabolica del numero degli utenti. Finché gli utenti aumentano, non ci sono problemi: nuovi fondi entrano, si crea pressione sul mercato e quindi il prezzo più economico (floor price) delle scarpe aumenta. Questo rende profittevole effettuare il minting di nuove scarpe, che brucia GST e quindi alza il prezzo di GST. Si crea un circolo virtuoso di breve termine in cui floor price e prezzo dell’utility token aumentano contemporaneamente.

Si arriva però, a un certo punto, al momento in cui i nuovi utenti rallentano, e poi si fermano. Diminuiscono. Questo fa sì che il numero di nuove scarpe necessarie si riduca. Le scarpe vengono vendute, riducendo il floor price. Questo rende poco economico il minting; il GST prodotto viene ora venduto anziché bruciato, riducendo il prezzo. Visto che il prezzo di GST è più basso, il floor price continua a scendere.

Questo è quello che sta succedendo a Stepn. Ovviamente i developer cercano di modificare il gioco per rallentare il declino, ma il problema rimane: se gli utenti non aumentano, i prezzi sono destinati a precipitare via via che più persone vogliono prendersi il loro profitto.

Cosa serve perché un p2e possa essere sostenibile?

Esistono app che pagano per svolgere un’attività e che io personalmente credo che siano sostenibili. Tutte, però, hanno in comune una caratteristica: ci sono degli investimenti da fuori.

Possiamo prendere ad esempio Brave, il web browser che paga gli utenti per mostrare loro occasionalmente qualche pubblicità con il suo utility token, BAT. Questi soldi da dove arrivano? Sono pagati da chi compra quelle pubblicità. Da fuori.

Un p2e potrebbe essere sostenibile se distribuisse i guadagni di pubblicità, oppure di sponsor esterni. Questo, ad ora, non accade in Axie né in Stepn.

Se io vendo un NFT, qualcun altro lo sta comprando. Se io vendo GST, qualcun altro lo sta comprando. Io non posso vendere NFT né GST se non c’è un compratore. Si vede quale sia il problema: perché io possa disinvestire, e anche solo prendermi i miei profitti, deve esserci qualcuno interessato a comprare. Non si possono ritirare soldi che non vengono messi da qualcun altro.

Insomma: è impossibile guadagnare con un Play to Earn. Questa è la mia opinione. Rimangono giochi ben strutturati e spesso divertenti, ma non possono essere un lavoro.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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