Perché Crypto.com cancella il cashback?

Perché Crypto.com cancella il cashback?

Perché Crypto.com cancella il cashback della sua prepagata? Il suo prodotto di punta, che l’ha resa nota e l’ha portata dov’è adesso?

La notizia è arrivata inattesa domenica primo maggio, festa dei lavoratori, condivisa sull’account Twitter della società. Nessuna mail a chi ha la carta, nessun avvertimento preventivo.

Ovviamente CRO è precipitato, perdendo un buon 20% nel confronto con il Bitcoin.

cro calo cashback prepagata
Fonte: Coinmarketcap

Ma perché? Perché questa decisione? Ironicamente, parlavo giusto pochi giorni fa di come le prepagate crypto sembrano essere meno interessanti che in passato, e di come anche Crypto.com sembrasse allontanarsene. Ovviamente, non potevo immaginarmi di esserci così vicino.

Crypto.com cancella il cahsback: l’annuncio

L’annuncio, che si può leggere interamente sul loro blog, è semplice: diverse funzioni delle carte prepagate, il vecchio prodotto di punta della società, sono depotenziate. Il cashback in particolar modo è ucciso: la Ruby ad esempio, la carta che anche io ho, passa dal 2% allo 0,5%.

Come prevedibile, l’annuncio che Crypto.com cancella il cashback è stato preso con rabbia da molta parte della comunità. Ad esempio, osserva ironicamente un utente su Reddit, l’unica cosa per cui la Ruby serve ora è pagare Spotify; lo 0,5% di cashback è molto basso, e anche in Italia raggiunto o addirittura superato da altre carte di credito.

Successivamente, in seguito alle proteste ricevute, dicono, alcune delle modifiche sono state ridotte. Il taglio al cashback rimane però drammatico, come si può vedere, specialmente per chi si trovasse al livello Ruby.

perché crypto.com cancella il cashback
Immagine tratta dal post condiviso sopra

Crypto.com: si sono dimenticati le loro origini?

Quando si legge il brand Crypto.com, oggi si pensa a molte cose. Infatti, la società è riuscita a sponsorizzare moltissimi sport. Dal calcio (Inter, per dirne una), a una caterva di squadre di football americano, sponsor tra i principali della Formula 1.

E anche i loro prodotti sono vari: exchange, DeFi, NFT, staking e CeFi. La mainnet ambisce a diventare un punto di riferimento, ed è utilizzata per alcune (non moltissime) dApp per exchange decentralizzati, lending e affini.

Ma chi come me li segue dall’inizio si ricorderà come sono diventati famosi. When cards?

Crypto.com nasce come MCO, Monaco il nome esteso, e con uno scopo preciso: offrire una carta prepagata che funga da punto di contatto tra crypto e fiat. Un’idea semplice e al tempo stesso rivoluzionaria. Con moltissime problematiche legali e burocratiche, che hanno portato a ritardi e, appunto, al meme when cards?.

E questa mossa è particolarmente odiosa perché colpisce gli utenti che per primi hanno supportato la società, dato che una prepagata che offrisse cashback è stato il primo prodotto da loro offerto. O meglio, promesso. 5 anni fa.

Perché Crypto.com cancella il cashback? Perché sì

Possiamo dibattere infinitamente sulle ragioni di questo taglio, ma a mio parere la ragione è una e semplice. Vogliono essere conosciuti su altro, e su altro vogliono concentrarsi.

Alcuni utenti stranamente affini a Crypto.com su Reddit e Twitter sollevano il problema dell’insostenibilità del cashback, e l’ovvietà di questo taglio. Ma di ovvio non c’era nulla.

Altrimenti lo avrebbero suggerito o implicato in passato. Avrebbero dato più di un mese di preavviso, dato che lo stake per la carta è di sei mesi. Da quando la carta esiste, le percentuali erano quelle, e mai si era parlato di riduzioni.

Personalmente, e credo sia chiaro, sono indispettito dalla decisione di Crypto.com. E, per quanto esista una flebile speranza che tornino sui loro passi, come fidarsi in futuro? Il grosso problema di fare scelte del genere senza preavviso, beneficiando una parte dei loro clienti a discapito dell’altra, è che si perde la fiducia di tutti.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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