CeFi in fallimento: troppo debito! Celsius, 3AC, CoinFLEX

CeFi in fallimento: troppo debito! Celsius, 3AC, CoinFLEX

La CeFi è in fallimento? Troppi, troppi esempi di società considerate solide in difficoltà, e tantissimi sono i gossip di altre in difficoltà. Celsius e 3AC sono fortemente illiquide (se non insolventi), e il rischio che questo si espanda ad altri fondi e società è molto elevato, dato che tutto si tiene.

Cosa fare quando la CeFi sembra in fallimento? La cosa migliore, a mio parere, è portare tutti i propri token e coin al di fuori dei siti centralizzati. Su un Ledger, o su wallet non-custodial. Non vale assolutamente la pena cercare un poco percento di rendimento, o peggio ancora lasciare su un exchange centralizzato per pigrizia. Se il problema di allarga, nemmeno i titani sono al sicuro. Evitiamoci rischi inutili.

Debito, leva, crisi del 2008

La situazione nel mondo crypto, specialmente per quanto riguarda CeFi e fondi, ricorda molto quella dei mercati finanziari del 2008. Il problema è uno e uno solo: c’è troppo debito.

Nel 2008, una delle cause scatenanti della crisi erano stati i MBS, Mortgage Backed Security. Il meccanismo era semplice:

  1. Venivano emessi mutui nei confronti di persone con rischio di insolvenza sempre più alto
  2. Questi prestiti venivano uniti e cartolarizzati (divisi in pezzi)
  3. Si ottenevano dei bond che le banche commerciali potevano vendere. Questi bond, contenendo al loro interno vari mutui diversi, erano considerati a basso rischio.

Ovviamente, sfuggiva il problema: questa facilità di ottenere un prestito aveva spinto molto in alto, molto in fretta il costo delle case. Quando la bolla è esplosa, tutto il sistema si è trovato ad avere pagato 100 per una casa che magari valeva 50. Il default, quando non necessario a causa della perdita del lavoro, era comunque una scelta intelligente.

Esattamente come nel 2008 per il mondo dei mutui, oggi c’è troppo debito nelle cryptomonete. E qualcuno dirà che già c’era nel 2017; è sicuramente stato una concausa del crollo. In quel periodo, però, era debito individuale di piccoli importi: carte di credito, prestiti personali. Ipoteche, alla peggio. Tutte cose da evitare assolutamente, ma che non portavano un rischio realmente sistemico al mondo crypto.

Ora il problema è più diffuso, e più grande. Ora i prestiti vengono fatti tra grandi banche e società multimiliardarie. Che sono sì multimiliardarie, ma si comportano come degen traders.

Cefi in fallimento? Celsius, 3AC, Voyager, Coinflex, …

Ci sono tante società CeFi in fallimento, e la lista sembra allungarsi ogni giorno. E così è. Infatti, ogni aggiuntiva insolvenza causa una reazione a catena, in cui anche le società che erano esposte nei confronti di quella società entrano in difficoltà.

Si è cominciato con il crollo di LUNA, che ha preso un po’ tutti in contropiede. Alcuni fondi sono rimasti invischiati, altri sembrano essere scappati per il rotto della cuffia. Ma questo ha messo in preallarme molti investitori, che hanno iniziato a prelevare i loro fondi per spostarli in self custody. (L’unica cosa ragionevole da fare).

Celsius si è trovata illiquida (o insolvente), ha bloccato i prelievi -non è chiaro se perché non ha i token liquidi in questo momento, o se li ha proprio persi.

Questo ha portato ad ulteriori preoccupazioni nel mondo CeFi, con ad esempio Holdnaut, fondo con un AUM di centinaia di milioni di dollari, scoperta (accusa non provata in tribunale, sia chiaro) di aver effettuato trading in modo estremamente rischioso per coprire le perdite su LUNA.

E poi le difficoltà del mondo miliardario 3AC, a cui l’exchange Voyager (quotato in borsa!) aveva a quanto pare fatto un prestito di oltre mezzo miliardo di euro, undercollateralized o proprio senza garanzie.

cefi in fallimento voyager azioni

E Voyager non è l’unica ad emettere un prestito senza garanzie sufficienti. C’è anche il batti e ribatti tra CoinFLEX (società CeFi) e Roger Ver, un sostenitore di Bitcoin Cash (ma esiste ancora?) abbastanza discusso nel mondo crypto. Secondo il CEO di CoinFLEX, Roger deve alla società 47 milioni di dollari. Il problema è che, prima di doxxare Ver -cosa immorale, se non direttamente illegale-, CoinFLEX aveva provato a vendere al pubblico il debito di Ver. Il nome? rvUSD. Almeno i MBS erano cartolarizzati.

CeFi in fallimento? Speedrun verso il 2008

Ma quindi, la CeFi è in fallimento? Possiamo fidarci di qualcuno? Come continuerà?

Il problema che sta emergendo è l’enorme quantità di debito dietro le quinte, offerto ad altre società o a individui senza richiedere le garanzie.

In linea di teoria, il mondo CeFi è facile: prestiti overcollateralizzati, e yield generati in kind. In quel modo, gli unici rischi sono collegati ad hack e problemi degli smart contract delle piattaforme dove loro agiscono.

Così non è. Possiamo ora vedere, al di là di ogni ragionevole dubbio, che queste società si comportano in modo quantomeno spregiudicato. Speculano. Usano leva. Offrono leva. Si affidano a protocolli con rischi potenzialmente maggiori. Un esempio? Se (prima del crollo di Luna) io depositavo USDC su CeFi, questo veniva convertito in UST e depositato su Anchor. Un profilo di rischio maggiore -ma io non ne sapevo niente. Compound mi avrebbe offerto 3% su USDC, Anchor offriva 20% su UST. Loro mi pagavano il 10% ed eravano contenti entrambi.

Uno dei tweet più divertenti che ho letto su CT è che la situazione crypto di adesso è una speedrun ri quanto successo nei mercati finanziari nel 2008. Con cifre enormi, e rischi di insolvenze alti. Alti per davvero. Ecco un esempio.

cefi in fallimento celsius vault su makerdao oasis
Screenshot di Oasis.app

Questo è un wallet che sembra appartenere a Celsius. Sono 500 milioni di dollari di WBTC depositati su MakerDAO come collateral per avere DAI. Questa posizione verrebbe liquidata se BTC scendesse sotto i $13.000. Immaginiamo l’effetto che un market order di mezzo miliardo in BTC avrebbe su altre liquidazioni.

Conclusione: not your keys, not your coins. E niente leva

Chi mi conosce sa che non parlo di prezzi e mi guardo bene dal dare consigli. Ma, in una fase potenzialmente pericolosa, voglio mettere nero su bianco quello che penso.

In questo momento, esiste un rischio (non una certezza, un rischio) di contagio sistemico che porti al fallimento di molte istituzioni. Anche di quelle grandi, che sembrano troppo grandi per andare giù -chi si aspettava il crollo di LUNA e i problemi di Celsius e 3AC?

In questo contesto, è necessario avere il controllo dei propri token e coin. Non lasciamoli su CEX né su CeFi. Portiamoli in self-storage. Tutti abbiamo letto la promessa di Coinbase: in caso di bancarotta, sono i loro token, non i nostri.

E oltre a questo: io eviterei posizioni con debito. Tanto lunghe quanto corte. Personalmente evito il rischio di liquidazioni date da movimenti improvvisi di prezzo verso l’alto o il basso.

Un giorno, l’ecosistema crypto sarà più regolamentato o più maturo, e questi problemi sembreranno incredibili. Oggi, però, rimane un far west. È necessario fare grande attenzione a quello che si fa.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenza finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *