Cosa succede a GST e GMT? Stepn e le farm cinesi

Cosa succede a GST e GMT? Stepn e le farm cinesi

Cosa succede a GST e GMT? Chi segue il progetto, avrà notato un calo importante nel valore. In un momento caratterizzato da episodi drammatici (come il crollo di LUNA), è normale porsi la domanda e cercare di capire se vada tutto bene o meno. La storia di Stepn, l’app attorno a cui girano GST e GMT, e poi particolarmente interessante e a mio parere simile, in quanto sta avvenendo, a quella di LUNA.

In breve: i dev hanno deciso di escludere gli utenti cinesi dall’utilizzo dell’app (già di per se teoricamente bandita in Cina). Secondo la teoria dominante (e ripetuta anche dagli sviluppatori stessi), questo ha portato alla messa in vendita di molti NFT a prezzi sempre inferiori, e di conseguenza al crollo di GMT e GST. Vediamo però più nel dettaglio cosa succede a GST e GMT, e perché Stepn è in difficoltà.

Cosa sono Stepn, GST e GMT?

Stepn è un’app mobile basata su un meccanismo p2e (Play to Earn), gioca per guadagnare). Si inserisce nel filone, ad esempio, di Axie Infinity: l’utente deve affrontare un esborso iniziale per potere partecipare, con la speranza di ottenere un ritorno economico dalle sue decisioni.

In particolar modo, Stepn permette di acquistare una o più paia di scarpe in formato NFT. Utilizzandole mentre si cammina, poi, si ottiene una certa quantità di GST, che può essere utilizzato per migliorare il livello delle scarpe, crearne di nuove, oppure convertito in dollari. Una spiegazione più dettagliata del modello di Stepn è qui.

Cosa succede a GST e GMT? Le farm cinesi

In questi giorni, è stato annunciato da parte degli sviluppatori un ban nei confronti dei giocatori localizzati in Cina. Pur rappresentando circa il 5% della popolazione, questi giocatori sono considerati tra le più grandi minting farm del gioco. Immettono quindi, secondo questa teoria, grandi quantità di nuovi NFT nel mercato, che per ora sono stati assorbiti senza problemi per via della crescita della base di utenti dell’app.

Il fatto che la Cina sia effettivamente una minting farm non è poi supportabile né dimostrabile, se non in modo empirico: video come questi hanno iniziato a essere condivisi.

Ora, al di là della veridicità o meno di questi proclami, il ban verso la Cina (che inizierà il 15 Luglio) ha portato a un crollo nel prezzo degli NFT, passati da un floor di 10-12 SOL fino a toccare un minimo di 4 SOL ciascuna. Questo, secondo la teoria delle farm cinesi, dovuto al fatto che queste starebbero scaricando sul mercato grandi quantità di NFT.

A catena, la riduzione del prezzo delle scarpe ha portato al crollo di GST e GMT per ribilanciare il sistema. Questo, in seguito, ha causato ulteriore panico e vendite, e via discorrendo. In modo affine a LUNA, per quanto senza (per ora!) arrivare a quegli estremi.

Qual è il problema? Che le farm cinesi non spostano il sistema di un millimetro (ammesso che esistano). Un sistema che permetta il minting di NFT tende ad avere un andamento esponenziale dell’offerta delle scarpe: un numero sempre maggiore ne viene creato ogni giorno, dato che ne esistono più coppie. Insomma: nel tempo, a un certo punto, il numero di nuove scarpe supererà il numero di nuovi utenti, e il loro prezzo si ridurrà.

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Fonte: Dune.com

Cosa succede a GST e GMT? Play to Earn e Ponzi

I Play to Earn sono un modello spesso duramente attaccato, e considerati semplicemente insostenibili, e per due ragioni. Da un lato, in molti criticano il valore potenziale di un token che non ha utilizzo al di fuori di ottenere una quantità maggiore di sé stesso. Qui ad esempio parliamo di UNI e simili token di Exchange Decentralizzati, che seguono lo stesso principio; ma ci sono tanti esempi di token che -in modo spesso voluto- offrono grandi ritorni all’utente che detenga e blocchi quel token.

Inoltre, il concetto di Play to Earn è molto affine a uno schema di Ponzi. Non necessariamente inteso in senso criminale. Ma, per sua stessa natura, tende a pagare chi esce con i soldi di chi entra. Tende a diluire nel tempo il valore degli asset (in questo caso delle sneaker) al suo interno. Tende, insomma, ad autodistruggersi.

Qui l’opinione di Algod, un utente diventato famoso su Twitter per avere vinto una scommessa da dieci milioni di dollari con Do Kwon sul prezzo di Luna.

Anche gli stessi utenti pensano che Stepn sia un Ponzi?

Ma la cosa più scioccante è che molti utenti di Stepn sembrano concordare che il tutto sia uno schema di Ponzi, cosa discussa spesso sui social!

Di questo meccanismo ho già parlato affrontando USDD, la nuova stablecoin algoritmica (ugh!): gli utenti si interfacciano con un progetto di cui non si fidano e che pensano possa crollare (o crollerà sicuramente) perché pensano di essere in grado di uscirne per tempo. (Spoiler: nella stragrande parte dei casi, così non è).

Quello che succede in Stepn in questo momento mi sembra essere il tentativo di complicare il gioco, introdurre nuove funzioni, continuare ad attrarre nuovi utenti per mantenere l’economia viva.

D’altra parte, la realtà è molto evidente: non è possibile tirare fuori dalla piattaforma più soldi di quelli che vengono inseriti nella piattaforma. Se non arrivano nuovi utenti, non si può vendere. Tutto questo in un mercato che viene giornalmente diluito nel suo valore dal minting. Insomma: senza preoccuparsi troppo delle farm cinesi, potrebbero esserci altri problemi.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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