Cos’è WETH: Ethereum incapsulato

Cos’è WETH? Se, come me, ti piace cercare di usare i tuoi token quanto possibile, probabilmente ti sarai imbattuto in questa sigla. In questo articolo cercherè di spiegare cosa significa WETH. In breve: WETH non è nient’altro che un token che vale esattamente come ETH, ma ha alcune caratteristiche che mancano a ETH, dato che è un token ERC-20.

Cos’è WETH: perchè è necessario?

Come dicevamo, WETH è un token che ha lo stesso valore di ETH, ma ha alcune caratteristiche che ETH non ha, dato che è un token del tipo ERC-20.

Facciamo un passo indietro: ETH è nata per permettere ad altri progetti di nascere sulle sue spalle. Infatti, a differenza di Bitcoin che è nata come moneta, Ethereum ha la visione di essere un’infrastruttura che possa essere usata da qualunque altro progetto. Usare la piattaforma di Ethereum, anzichè dover creare la propria, rende molto più facili le transazioni: un miner non sarebbe facilmente interessato in una nuova cryptomoneta sconosciuta, ma se quella moneta usa ETH non ha importanza.

cos'è weth

L’idea di Ethereum ha sicuramente avuto successo (anche troppo? L’infrastruttura di ETH ha dimostrato più volte di non essere in grado di reggere tutte le transazioni). Molte altcoin sono nate sulle spalle di ETH, alcune raggiungendo valutazioni molto importanti: per menzionarne solo un paio, EOS e BAT. La stragrande parte di questi token sono ERC-20. ERC-20 è uno standard successivo ad Ethereum che definisce alcune caratteristiche tecniche (molto tecniche) di un token. Di conseguenza, paradossalmente, tutti i token costruiti su Ethereum sono più moderni rispetto ad Ethereum.

Quando è necessario effettuare una transazione, spesso le piattaforme richiedono che i token siano ERC-20. Un esempio classico sono gli exchange decentralizzati. Di conseguenza, ETH non può essere utilizzato. Ecco come nasce WETH.

Cos’è WETH: l’incapsulamento

Come detto, WETH non è altro che la versione di ERC-20 di ETH. Ma come viene creato?

In questo sito viene spiegato come il processo funziona. A livello tecnico, fondamentalmente, se io ho ETH e voglio WETH, quello che devo fare è inviare il mio ETH a uno smart contract (contratto intelligente). Questo funziona come una sorta di riserva: un algoritmo garantisce che tutti gli ETH che vengono inviati allo smart contract possano essere riscattati solo con ETH. Quando gli ETH sono ricevuti, lo smart contract invia i WETH, nello stesso importo, in modo che l’utente possa usarli sulla dApp di sua scelta.

Allo stesso modo, se si vogliono ricevere indietro gli ETH, non bisogna fare altro che inviare i WETH allo smart contract perchè il processo opposto abbia luogo. Attenzione: ciascuna transazione ha un costo in termini di gas.

Come faccio praticamente a effettuare la transazione? Se la dApp su cui sei ha necessità di WETH anzichè di ETH, verrai guidato passo a passo nel processo. Non c’è nessuna ragione per cui dovresti effettuare questa transazione se non al momento di effettuare una transazione su una dApp che non supporta ETH.

Cos’è WBTC? Vale per tutti!

Questo processo non vale solo per ETH. Ad esempio, come saprai, Bitcoin ed Ethereum sono fondamentalmente incompatibili (per quanto alcuni progetti cerchino di permettere compatibilità e interoperabilità tra i due standard – ecco un articolo su cos’è Polkadot, un’infrastruttura che ambisce a farlo). Di conseguenza, è fondamentalmente impossibile utilizzare BTC su una dApp costruita su Ethereum.

Ecco che entra in gioco WBTC: la stessa logica, un token che vale esattamente come BTC, e che ha le funzionalità di un token ERC-20.

Conclusione

In questo articolo ho cercato di spiegare cos’è WETH, e qual è la sua utilità e ragion d’essere. Fondamentalmente, non è qualcosa di cui ti debba preoccupare a meno di volere usare ETH su una piattaforma che non li supporta. Ad ogni modo, penso personalmente che sia piuttosto interessante cercare di capire come funziona la tecnologia alle spalle del progetto, e spero che ora sia più chiaro anche a te!

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