Cos’è Ampleforth: come funziona l’offerta elastica

Recentemente, il mondo DeFi (Decentralized Finance) ha visto in generale una crescita enorme, e Ampleforth (AMPL) è uno dei token più importanti. Ma cos’è Ampleforth? In breve, il tentativo di creare una cryptomoneta che ha un prezzo stabile, ma con una offerta elastica che le permetta di crescere e decrescere in valore. Fondamentalmente è affine a una stablecoin, ma dove l’utente non detiene una quantità definita del token, ma una percentuale definita dell’offerta.

Ecco come funziona.

Quale problema vuole risolvere Ampleforth?

Un progetto viene introdotto e prende piede perchè cerca di risolvere un problema. Uno dei problemi ben noti del mondo crypto è che il valore è troppo volatile. Come si può esprimere il valore di una casa in Bitcoin? Sarebbe necessario aggiornarlo almeno settimanalmente, perchè altrimenti potrebbe aumentare o diminuire in modo importante. Se una casa viene prezzata a 10 Bitcoin con Bitcoin a $10.000, e Bitcoin scende poi a $8.000, il prezzo della casa scende da $100.000 a $80.000 -rendendo necessario aumentare il prezzo in Bitcoin per non perderci in $.

cos'è ampleforth

Ora, questo problema esiste anche con le valute tradizionali, anche se non a un livello così elevato. Qualcuno ha visto il cambio EUR/USD tra febbraio e luglio 2020? Da 1.05 a quasi 1.20 – un crollo vicino al 15%, a seguito delle manovre monetarie espansive negli Stati Uniti. Questo provocherà probabilmente inflazione, ovvero aumento dei prezzi, per controbilanciare l’economia.

Ecco cos’è Ampleforth: la cryptomoneta ha un disegno tale che il prezzo tenderà sempre a un valore specifico. Nell’esempio della casa: non è più necessario modificare il prezzo.

Cos’è Ampleforth: la macroeconomia del rebase

Questa discussione è un po’ complessa, ma ecco come funziona Ampleforth.

Innanzitutto, il team decide un prezzo obbiettivo, attualmente di $1,009, e un intervallo di tolleranza, attualmente tra $0.97 e $1.06. Se AMPL si allontana da questo valore, entra in azione un meccanismo correttivo che agisce sulla domanda. Questo accade ogni giorno alle ore 2 di mattina italiane, secondo questa formula:

Delta Offerta = [ Offerta totale * (tasso di cambio corrente – tasso di cambio obbiettivo) / tasso di cambio obbiettivo ] * 10%

Vediamola nel dettaglio. Ipotizziamo che l’offerta sia 100, il prezzo corrente sia $2 e il prezzo target sia $1. In questo caso, il meccanismo aumenterà l’offerta, “regalando” a tutti coloro che hanno AMPL su un exchange o in un wallet una certa percentuale di token: aumentare l’offerta avrà un effetto negativo sul prezzo.

Delta offerta = [100*($2-$1)/$1]*10% = +10%

In questo caso, l’offerta -ovvero il numero di AMPL- aumenterà del 10%. Se avevi 10 AMPL ne riceverai 1, se ne avevi 100 ne riceverai 10, e via discorrendo. Questo si chiama rebase, ovvero la ridefinizione del valore di AMPL.

Cosa succede se il prezzo scende al di sotto di $1.009? In quel caso, verrà distrutta una certa quantità di offerta: se ci sono meno AMPL in circolazione, il loro valore aumenterà e si tornerà ad avvicinare all’obbiettivo.

Il 10%: la risposta agli shock

Se masticate un po’ di matematica, la formula è abbastanza chiara, ma c’è qualcosa di oscuro: quel 10% che si vede alla fine. Qual è la sua funzione?

Per capirlo, è necessario capire cosa può causare un aumento o un calo del valore di AMPL. Come spiegato sul loro sito, la cosa normale è che il valore totale di AMPL (capitalizzazione di mercato) rimanga invariato. Pensate al dollaro: se non succede assolutamente nulla, il cambio con l’euro non dovrebbe variare. E’ per questo che AMPL parla di equilibri statici intervallati da shock.

Se tutto il mondo crypto inizia a salire, ecco uno shock. BTC salirà, ETH anche e via discorrendo. AMPL inizierà a salire, l’offerta si ridurrà contraendo il prezzo (ma la capitalizzazione di mercato aumenterà), eccetera. Se c’è un hack, il valore scenderà. Se un paese inizia ad accettare crypto, il valore salirà, eccetera.

In tutti questi casi, uno shock (negativo o positivo) colpirà AMPL, facendo scattare il meccanismo di correzione. Se però non ci fosse quel 10%, questa correzione sarebbe molto violenta (specialmente adesso che il token è appena nato e il mercato non lo conosce e capisce appieno). Quel 10% permette di attenuare l’impatto sul prezzo, spalmandolo nel tempo.

In teoria, tra qualche anno, il mondo crypto sarà molto più stabile di adesso, la gente ne saprà di più, e quel 10% non sarà più necessario – ma per ora non è così. Ecco il grafico di AMPL nell’ultimo periodo: guardate come il prezzo è arrivato sopra i $4! Immaginatevi una correzione da $4 a $1 in una notte. Chi capisce il funzionamento sa che non cambierebbe niente per via dell’aumento dell’offerta, ma a uno sguardo superficiale sembrerebbe un crollo del valore del token.

cos'è ampleforth
Grafico di Coinmarketcap

Cos’è Ampleforth: siamo pronti?

Proprio questo grafico mette in evidenza la particolarità di questa cryptomoneta: in un mese il prezzo è sceso, ma la capitalizzazione di mercato è quasi decuplicata. Pensiamo all’impatto: se avessi comprato 100 AMPL il 6 Luglio, a circa $2.3, avresti investito $230. Ad oggi, 4 Agosto 2020, avresti probabilmente circa 230 AMPL a un valore di $1, ovvero $2300.

Il valore del mio investimento non dipende più dal prezzo: il prezzo rimarrà sempre vicino a $1. Il valore del mio investimento dipende da prezzo E quantità – entrambi sono variabili! In altre parole, se vuoi comprate l’1% degli AMPL in circolazione, tra un anno avrete sempre l’1% degli AMPL in circolazione, anche se saranno più o meno di quelli che erano quando li avete comprati e a prescindere dal loro prezzo.

Questo è qualcosa a cui non siamo abituati. Pensateci: avete €100 nel portafoglio. Il mattino dopo vi svegliate e ne avete solo 50, ma vi dicono che ora valgono il doppio. E’ una correzione mentale non da poco.

Questo si è visto negli ultimi giorni, quando AMPL ha iniziato a correggere dopo settimane estremamente espansive. E la domanda è: se AMPL inizia a scendere sotto il prezzo target, e quindi AMPL vengono distrutti, e iniziamo a vedere il nostro investimento “diminuire” – è sostenibile a breve termine? O il rischio è che tutti inizino a vendere, portando alla morte dell’ecosistema? Qui stiamo parlando di psicologia, non di macroeconomia, quindi ogni risposta vale.

Conclusione

Questo articolo prova a spiegare cos’è Ampleforth, senza perdersi in tecnicismi. Personalmente, mi piace molto l’idea di Ampleforth, perchè concordo che uno dei grandi problemi del mondo crypto è la difficoltà di fissare i prezzi. L’idea è molto ben congeniata, l’algoritmo teoricamente è solido. Ho due domande fondamentali:

  1. Siamo pronti e disposti ad accettare che i nostri token possono salire e scendere?
  2. AMPL è ancorato al dollaro, e pertanto non ci libera dalle decisioni delle banche centrali – a meno che il team non aumenti e riduca l’obbiettivo, nel qual caso si perde la decentralizzazione.

Sarebbe interessante provare a pensare a un progetto simile ad AMPL, ma che contenga al suo interno un sistema automatico di aggiustamento dell’obbiettivo in base all’inflazione.

E’ vero che eliminare la connessione al dollaro imporrebbe nel medio/lungo termine un minimo aggiustamento dei prezzi, questo creerebbe un veicolo di investimento privo dell’arbitrarietà delle decisioni delle banche centrali – l’idea originale di Bitcoin.

Questo articolo fa parte della serie sulla finanza decentralizzata, o DeFi. Vuoi saperne di più? Eccoti il link all’articolo sulla DeFi!

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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