Cos’è USDT, e i suoi problemi: Tether è sicuro?

Cos’è USDT? E soprattutto, è sicuro? Se ne parla da tre anni, incessantemente, e ancora di più nell’ultimo periodo, con la ormai famigerata scadenza del 15 gennaio. In questo articolo parleremo quindi di cos’è USDT, qual è la sua importanza del mondo crypto, e se si può stare tranquillo o meno.

Cos’è USDT? Una spiegazione

Cominciamo dalla base. USDT è una stablecoin (ovvero un token che ha valore collegato a quello di un altro asset, in questo caso del dollaro americano). USDT (o Tether) è stato sviluppato dalla stessa impresa che possiede Bitfinex, uno degli exchange più conosciuti al mondo.

Ma perchè, ci si potrebbe chiedere, dovrebbe esistere una stablecoin che segue l’andamento dei dollari quando si possono usare i dollari? La ragione va essenzialmente ricercata nel modo in cui gli exchange funzionavano fino a pochi anni fa. Anche giganti come Binance non permettevano di depositare valuta fiat. Pertanto, risultava impossibile liquidare -anche per un tempo breve- i propri investimenti senza passare da uno degli exchange che lo permettevano (Coinbase e Bitfinex). Di conseguenza, USDT permetteva di uscire da un investimento in modo più rapido, oltre che di inviare “dollari” da un exchange all’altro: Tether è infatti un token ERC-20, e di conseguenza si può inviare a qualunque indirizzo.

Possiamo quindi dire che USDT è una reliquia dei tempi passati? No! L’avvento di DeFi e CeFi. Infatti, è ora possibile prendere e dare a prestito token (tra cui stablecoin). Ad esempio, Celsius offre fino al 14% di interesse sull’USDT che viene depositata sulla piattaforma (qui parliamo di Celsius). E al di là di questo, è comunque sempre utile poter evitare di passare per valuta fiat.

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Logo di Tether, tratto da tether.to

Cos’è USDT: I problemi legali di Tether

Nel paragrafo scorso, spiegando cos’è USDT, ho spiegato en passant che la stablecoin ha lo stesso valore del dollaro. Questo avviene perchè -in linea di teoria- la sua quantità è legata al numero di dollari depositati: se io compro 100 USDT dal mercato primario, vuol dire che ho depositato $100; però posso sempre, in qualunque momento, rivendere a Bitfinex i miei 100 USDT per i miei $100, e in questo modo 100 USDT vengono distrutti. Attenzione, qui si parla di mercato primario e non secondario; ovvero, del modo in cui USDT vengono coniati e distrutti. Gli scambi tra utenti non ci interessano.

Per anni, è stato sostenuto che USDT funzionasse esattamente così (in modo quindi affine al gold standard). Se ci sono 1000 USDT in circolazione, ci sono esattamente $1000 in una banca, a nome di Bitfinex, che sono immediatamente prelevabili e restituibili (unencumbered). Più di recente, tuttavia, sul sito dedicato a USDT è comparsa questa dicitura:

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Screenshot risalente a Gennaio 2021

Ovvero, il valore di USDT è sostenuto non solo da dollari, ma in generale da valute e può includere altri asset (quali?), oltre a prestiti effettuati anche a entità affiliate.

Cosa vuol dire questo? Bella domanda.

Il fatto che altri asset possano essere inclusi è estremamente vago, perchè un asset può essere qualuque cosa. Anche cryptomonete? Perchè se si, cosa vieta a Bitfinex di creare USDT dal nulla e venderlo sul mercato per comprare Bitcoin?

Forse ancora più preoccupante la parte sui prestiti: USDT può essere, a quanto pare, creato, venduto sul mercato secondario, e i soldi ottenuti da tale vendita usati per ripianare i bilanci di società affiliate. O per profitto.

La domanda sorge spontanea: ma si sa quanta percentuale di questi fondi è in dollari, e quanta invece in altri asset, e quali asset? No, perchè la società è sempre stata molto restia a far effettuare un audit dei propri conti. L’ultimo risale al 2018, commissionato proprio dalla stessa società, non ha valore legale alcuno e ha una serie di postille infinita (e poco rassicurante).

Tether è sicuro? La stampa di USDT

Continuiamo parlando del processo di stampa (conio) di USDT. Si osserva, infatti, che l’immissione di USDT sul mercato sia particolarmente corposa quando il mercato crypto è in salita, e viceversa rallenti in periodi di scarsa attività oppure di mercato in discesa.

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Immagine tratta da questo articolo

Ora, questa cosa di per sé non è una prova schiacciante: è evidente che quando il mercato sale più persone vogliono comprare Tether, perchè più persone si stanno avvicinando al mercato crypto. Vale sempre il mantra della statistica: correlation doesn’t imply causation.

L’accusa, però, che in molti rivolgono a Tether è la seguente: USDT è stampato ed immesso (in maniera illecita) sul mercato secondario, con lo scopo di acquistare Bitcoin e altri token senza pagare niente.

Ora, io non mi esprimo perchè ci sono processi legali in atto e non voglio diffamare nessuno. Mi chiedo solo una cosa: perchè non si pubblicano in maniera precisa e puntuale i conti di USDT, tutti i giorni, per mostrare con trasparenza alla community che non c’è dietro niente di losco?

15 Gennaio 2021: cosa deve succedere?

Sicuramente memori della denuncia lanciata dalla SEC contro Ripple alla fine del 2020, si parla continuamente di questa data, il 15 gennaio, come una scadenza importante. In realtà, il 15 gennaio 2021 non succede niente: è semplicemente la scadenza per comunicare alcune informazioni sul token ai PM di New York. Non c’è, che si sappia, alcuna causa legale in corso. Non c’è, al momento, prova che USDT sia una truffa. Quindi non vi preoccupate: se ci saranno problemi con Tether, non sarà il 15 gennaio, ma al limite più avanti nel 2021 o 2022 -se i PM newyorkesi decideranno di procedere con un’indagine.

Che succede se USDT cade?

Proviamo a fare l’avvocato del diavolo per immaginare un mondo crypto in cui USDT abbia agito in modo illecito, e che in qualche momento per sentenza di un giudice o per qualche altro problema questa truffa venga a galla. Che ne sarebbe del mondo crypto?

Dal punto di vista economico, un colpo devastante. Tutto il mercato precipiterebbe, perchè la mancanza di fiducia è contagiosa. In un mercato (purtroppo) con molto debito (quanta gente avrà preso a prestito USDT per comprare altri token tramite CeFi e DeFi?), con molti contratti derivati, con player istituzionali che saprebbero tutto prima di noi -dato che l’insider trading non è espressamente illegale. Insomma, se si avvicinasse l’abisso, chi sa venderebbe, il valore dei token crollerebbe, miliardi di dollari di DeFi e CeFi verrebbero polverizzati. Ci vorrebbero anni per tornare ad avere una minima fiducia finanziaria nel mondo crypto.

Ma proviamo a guardare il lato positivo.

Ethereum e Bitcoin hanno commissioni altissime, causate dal prezzo molto elevato (o almeno, dal forte aumento di prezzo recente). Se il loro valore crollasse, sarebbe molto più economico trasferire token. Ci si focalizzerebbe più sull’aspetto tecnologico che su quello finanziario. Questo, a mio parere, sarebbe positivo. Come ormai chi mi segue saprà, mi interessa più il lato tecnologico che quello economico.

Conclusione: cos’è USDT?

Cos’è USDT? USDT è una stablecoin, con valore legato al dollaro. Dopo anni di rassicurazioni che USDT fosse garantito al 100% da dollari americani, è emerso che in realtà c’è dietro una combinazione di valute e di asset poco chiara, includendo potenzialmente anche prestiti ad altre imprese, anche affiliate.

Il mondo delle stablecoin è sicuramente uno dei più controversi nel mondo crypto. Questo spiega nache perchè CeFi e DeFi paghino anche più del 10% per le stablecoin immobilizzate: non sono esenti da rischi. Purtroppo, spesso c’è poca trasparenza sull’effettiva composizione delle riserve che le garantiscono. Alcune però cercano di essere più trasparenti: se vuoi saperne di più sulle alternative a USDT, le trovi qui. Uno degli esempi più in voga è USDX, la stablecoin dell’universo Kava Protocol.

Disclaimer: il contenuto dell’articolo è un’opinione, e ha unicamente fini informativi. Non intende fornire consulenzia finanziaria di alcun tipo. Consulta un professionista certificato per ottenere consulenza finanziaria.

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7 thoughts on “Cos’è USDT, e i suoi problemi: Tether è sicuro?

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